Foto: Alessandra Lanza.
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Piccolo tour dei tour di Milano

Gli operatori turistici vogliono convincerci che Milano è bella davvero.

 

turista s. m. e f. [dall’ingl. tourist, attraverso il fr. touriste; v. turismo] (pl. m. -i). – Chi pratica il turismo; chi viaggia e soggiorna per turismo fuori della sua sede abituale: un gruppouna comitivauna folla di t. straniericittà d’artestazioni balneari piene di t.affollate di t.si prevedeper la prossima estateun eccezionale afflusso di t. sulle nostre spiagge.
(fonte: Vocabolario Treccani)

 

Vista dal piano superiore di un autobus pregando che le nuvole che minacciano pioggia non concretizzino; scrutata nelle sue guglie e nei riflessi dei grattacieli, mentre si passeggia sulle passerelle in cima a Galleria Vittorio Emanuele II; esplorata sottoterra, attraverso i cunicoli di bunker e rifugi antibomba; dondolati dall’acqua dei Navigli, a bordo di due ruote, di quattro, con auricolare nell’orecchio, mentre una voce maschile o femminile ti spiega in diretta o in differita vita, morte, miracoli e maledizioni, angoli, segreti, leggende (e legende) della città.

Il numero e la varietà di tour offerti (spesso a caro prezzo) nella città di Milano è impressionante. Cercando su Google “tour Milano” rispondono circa 34 milioni di risultati; se si cerca “tours Milan” si arriva a oltre 46 milioni, circa il doppio delle occorrenze di “Ryan Gosling” (18.400.000). Secondo Google Trends, che individua i tassi di ricerca più bassi nei mesi invernali, il picco maggiore degli ultimi cinque anni si è raggiunto l’estate scorsa, in particolare in luglio, grazie alla mole di visitatori giunti a Milano in occasione di Expo.

 

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Spostandosi sulla piattaforma TripAdvisor l’offerta di tour “garantiti” a Milano ammonta a 94, secondo le seguenti categorie: tour privati, tour culturali, giri turistici, tour della città, tour a piedi, tour di shopping, tour gastronomici, tour in bicicletta, tour storici e del patrimonio, immersioni e snorkeling, gite di un giorno soltanto, tour dei vini e degustazioni, tour in autobus, tour in segway, giri in basca, sport aquatici, tour e sfilate di moda, tour fotografici, visite alle fabbriche, ferrovie panoramiche, gite in mongolfiera, noleggi barche, tour in vespa, scooter e ciclomotori, tour nella natura, tour sali e scendi, tour senza guida e noleggi.

Tra gli operatori c’è chi punta su Leonardo, proponendo pacchetti completi di visite senza lista d’attesa all’Ultima Cena, altrimenti congestionatissima. C’è poi chi si concentra sul Codice Atlantico conservato nella Biblioteca Ambrosiana, chi sulla sua statua in piazza della Scala, chi sui Navigli e sui canali da lui lungamente studiati (e non progettati, come molte guide imprecise sostengono).

 

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L’importante, vista la concorrenza, è essere convincenti. “Tre ore e mezza di tour di Milano a partire da 75 euro”, recita la pagina di Zani Viaggi, tra i più consolidati tour operator locali. “Biglietti prenotati per il Cenacolo Vinciano. Non farti sfuggire uno dei più famosi capolavori dell’arte mondiale: l’Ultima Cena di Leonardo da Vinci. Gli accessi a quest’opera leggendaria sono limitati. Scegli il nostro tour e avrai l’accesso assicurato e senza code al dipinto, durante una vista di mezza giornata per scoprire le meraviglie di Milano […]”, e così di seguito, grassetti compresi.

Considerando la quantità di visitatori stranieri, non serve aver paura dell’ovvio e in molti propongono i grandi classici: Duomo, La Scala, Brera, convenzioni multiple e visite guidate nei musei e negli archivi storici. Qualcun altro propone le stesse tappe, ma in modo meno “istituzionale”. Non solo i classici giri a piedi all’inseguimento di una guida che sventola bandierine, ombrelli o altri improbabili segni di riconoscimento – disponibili a pagamento, oppure gratis per amore di cultura e rimettendo alla coscienza dei fruitori la ricompensa via mancia. Si va oltre, almeno in velocità, coi tour in bicicletta, come quello di Bike in The City, o quelli a bordo degli “storici tram Carrelli del 1928”, proposti dalla stessa ATM, l’azienda dei trasporti locale. Il tutto “raccontato a bordo da una audioguida scaricabile gratuitamente sul proprio smartphone o tablet”.

 

Alessandra Lanza. - Snapshots

 

A dare un tocco vagamente esotico ci sono i giri turistici in bilico su un segway, un diabolico aggeggio a due ruote che richiede più buon senso che equilibrio: il Milan Segway Tour propone il classico giro panoramico tra Brera, Parco Sempione, Castello Sforzesco e centro storico, accompagnati da una guida in lingua inglese, vista la provenienza prevalentemente straniera dei clienti (perlopiù anglosassoni, nipponici e francesi). La parte più complicata della spiegazione è quella iniziale, che riguarda il codice della strada da rispettare a bordo del bolide e le raccomandazioni per non finire in orizzontale.

Per i famosi “amanti della tavola” ci sono itinerari culinari probabilmente più apprezzabili dai non italiani, mentre per i patiti del calcio c’è un “tour imperdibile” tra lo stadio San Siro e Casa Milan: “Entra a San Sito [sic] con il tuo biglietto e esplora le aree comuni dello stadio, ammira il campo dagli spalti, visita la sala stampa, dove si tengono le interviste dopo le partite, e cammina nel tunner [sic] d’ingresso al campo. Il tuo biglietto include anche l’accesso al museo ‘Inter and Milan’, l’unico museo d’Italia all’interno di uno stadio, dove scoprirai l’affascianante storia delle due squadre di Milano e ammirerai un’incredibile collezione di trofei e cimeli”. Tra un errore di battitura e un altro e qualche aggettivo tendente al superlativo, si rimarca che “Inoltre è incluso l’ingresso ai due musei è incluso”.

 

Alessandra Lanza. - Guidati

 

Percorsi che attraggono turisti più o meno stranieri e bisognosi di informazioni e inquadramenti di base (oltre ai consigli per non farsi fregare), che i milanesi di nascita e/o adottivi dovrebbero ormai avere acquisito, giusto? Ebbene, no. Non è detto che il milanese e il trapiantato conoscano davvero la propria città. Per chi vive da anni in un posto, tutto è scontato, non attira attenzione o non richiede verifica. E così il locale, più digiuno di chi vien da fuori della storia locale, magari cela la propria ignoranza, nasconde il bisogno di conoscenza, la noia, l’impossibilità di imbarcarsi in una gita fuori porta, magari dietro a tour bizzarri e insoliti che gli facciano finalmente guardare con occhi nuovi la città.

A questa domanda sembra corrispondere, dal lato dell’offerta, la necessità di rielaborare nei modi più disparati l’identità di Milano, per meglio venderla ora che è scemato l’Expo-hype e così intercettare la fetta di consumatori locali senza che si perdano nel mare magnum di proposte. Come? Ecco alcuni esempi: riportando i passeggeri indietro nel tempo, a bordo della Cinquecento fiammante di Vintage Tour; offrendo punti di vista sull’arte “alternativa”; buttandola sulla performance teatrale o sul “mistery tour”; ritagliando “visite su misura” per bambini; poi c’è chi sfida le solite rotte, con aperitivi galleggianti sul Corsaro dei Navigli (“Fritto misto e bollicine in motoscafo!”); chi invece sfida i soliti orari, proponendo – al grido di #teniamosvegliaMilano – tour all’alba o direttamente di notte. Eccetera eccetera.

 

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E dunque: questo sforzo di inventarsi un punto di vista nuovo nei confronti della solita città (che sì, cambia, ma a guardarla di giorno in giorno – cantieri e alberi che spariscono a parte – ci sembra sempre la stessa), funziona? A leggere alcune recensioni sembrerebbe di sì. Forse ci si vuole raccontare che Milano non è solo il ritmo disumano che impone; che non è solo negozi, uffici, franchising di patatine fritte, mezzi che funzionano “mica come a Roma”, sfilate, il Duomo in una delle sue fasi cromatiche dovute a luce, pulizia e impalcature, la Darsena, l’Old Fashion e tutto il resto. Forse Milano è bella davvero.

 

Foto dell’autrice.