Foto per gentile concessione di Fox Television.
Commenti

Telecittà Speciale Deserti: Alive in Tucson

The Last Man on Earth è una serie che tratta dell'unico uomo sopravvissuto sulla terra. Che, potendo scegliere tutto il mondo, decide di risiedere a Tucson.

 

È il 2020 e ogni forma di vita sulla terra è stata annientata da un virus. Non ci sono zombi, non ci sono pericoli evidenti, per la verità non c’è proprio nessuno. L’unica traccia che rimane dell’umanità sono le pompe di benzina, i campi da minigolf, i chilometri di corsie dei supermercati. È così che vogliamo essere ricordati? Beh, non abbiamo scelta. Ricordiamoci che, dopotutto, siamo morti.

Ma un attimo: tu non sei morto. Nella fattispecie, sei l’unico sopravvissuto di una catastrofe globale. Prima cosa: cosa fai? Trovi riparo, certo. Ti procuri dei viveri. Metti in atto una strategia di difesa dagli agenti esterni, mentre lasci che la consapevolezza di essere l’ultima persona al mondo si impossessi lentamente della tua psiche. Ok. Ma tieni ben presente che non c’è nessuno a vederti. Hai a disposizione tutte le piscine gonfiabili sulla faccia della terra, e non dimenticare che le bottiglie di tequila sono gratis. Vuoi forse negarti una piscina di margaritas?

 

margaritas.png-crop

 

Chiarito questo punto, seconda cosa: dove vai?

The Last Man on Earth, serie in onda su Fox, risponde a entrambe le domande, offrendo una sorta di alternativa comica agli scenari postapocalittici eternamente lugubri di The Walking Dead.

Se sei un maschio single sui trent’anni, la fine del mondo è un’opportunità. E, a ben vedere, anche se sei una persona di qualunque sesso o di qualunque età: puoi permetterti di vivere in una magione, diventare Presidente degli Stati Uniti e, perché no, nelle pause, rinnovare il concetto di andare in macchina al supermercato (letteralmente guidando la macchina nel supermercato). Perché non esiste più un’economia, o qualcuno che ci dica che, uhm, magari è una cattiva idea. Dov’è il tuo super-io adesso?

Sommerso dalla miriade di possibilità che gli si prospettano nel suo futuro solitario, Phil Miller, il protagonista di The Last Man on Earth, fa la scelta di trasferirsi a Tucson, in Arizona.

 

widetucson3-crop

 

Tucson – che si pronuncia tù-son, o al massimo tù-sahn – non si direbbe a prima vista la città ideale in cui ricominciare da capo. A pochi chilometri dal confine col Messico, la città è stata un presidio spagnolo, poi un territorio messicano, per poi diventare parte degli Stati Uniti, come la conosciamo oggi. Prima ancora, era abitata dai suoi legittimi proprietari nativi americani, che, dopo averla fissata a lungo, le avevano detto: “Tu da oggi ti chiamerai Stjukshon”, ovvero “sorgenti alle pendici della montagna nera”. Peccato che quelle sorgenti siano un sollievo relativo. Certo, Tucson si trova a un’altitudine maggiore rispetto alla sua più celebre e più torrida sorella Phoenix, ma è pur sempre un centro urbano circondato da uno stuolo di deserti eletti a “parchi naturali” per mancanza di altre definizioni quali “aridità ed endemismi”, “trappola letale” oppure “qui viverci no, mai”.

Dopo aver ricoperto il Nord America di segnaletica che dice “Alive in Tucson” al fine di fare conoscere la propria posizione a potenziali superstiti, Phil Miller decide di stabilirsi a Tucson perché a Tucson ci è nato. In questo senso, è il luogo ideale per andare a comportarsi come un bebè gigante.

 

alive1-crop

 

Irrigare e ricreare un’agricoltura sostenibile potrebbe rivelarsi più difficoltoso che altrove su un terreno così infertile, ma questo non è un problema per Phil, che vive di una sussistenza fatta di snack dei supermercati e di cocktail alcolici. Nei primi venti minuti dello show (primato quasi sconcertante per una serie tv commerciale: un intero episodio praticamente muto) e per il resto della prima stagione, le giornate di Phil si alternano tra luoghi tipici della “vita quotidiana in America”: sale da bowling, centri commerciali, case con piscina, il vasto deserto intorno a Tucson.

Torniamo un attimo alle residenze private, perché è un punto particolarmente interessante: dove l’intera serie sembra prospettarsi come un’avventura esplorativa di un uomo solo in un continente sterminato, ben presto (spoiler) Phil si rende conto di non essere del tutto solo. I sopravvissuti sono più di uno. E così, le vicende si trasferiscono, come in tutte le sit-com del mondo, nelle case della gente: le situazioni diventano quasi sempre domestiche e altoborghesi, con in aggiunta la cornice postapocalittica, talvolta ininfluente per i problemi dei protagonisti.

 

widetucson-crop

 

Nelle case, come nei luoghi tipici impiegati dalla serie, nulla è specificatamente legato a Tucson. Insomma, non c’è traccia dei luoghi storici della città, ma tutto è ambientato in una downtown e in una zona residenziale non-specifica. Questo anche perché la serie, come spesso accade, non è girata in Arizona, ma molto più vicino a casa. Approfittando della somiglianza tra gli scenari, The Last Man on Earth viene filmato per la sua interezza nel sud della California, intorno all’area di Los Angeles, per contenere i costi e ridurre il pendolarismo.

La differenza, rispetto a una sit-com tradizionale, è che gli interni domestici sono comunque limitati. Le scene girate su un set costruito appositamente, con persone che bisticciano sedute su divani e circondate da pareti di compensato, sono relativamente poche. Anche perché i divani, in questo caso, sono sempre all’aperto. E quindi lo show si arricchisce di campi lunghi sul paesaggio, vedute di deserti e spettacolari panoramiche su edifici giganteschi, offrendoci una vera (falsa) esperienza di Tucson, Arizona.

 

Foto per gentile concessione di Fox Television.