Immagine per gentile concessione di Studio Gainax.
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La città di Neon Genesis Evangelion

Guida a Neo Tokyo 3: topografia, società, infrastrutture.

 

Neon Genesis Evangelion comincia con il giovanissimo Shinji Ikari che cerca di telefonare da una cabina (staccata) al Tenente Misato Katsuragi, la donna che dovrebbe andarlo a prendere. È appena arrivato in una nuova città con poche cose in una borsa e una lettera (strappata e poi rimessa insieme con lo scotch) inviatagli dal padre che non vede da tre anni, il Comandante Gendo Ikari, che dice solo: VIENI. Da lì a poche ore si risveglierà sotto shock in un letto d’ospedale, dopo aver rischiato la vita combattendo (senza addestramento) contro un essere gigantesco e mostruoso detto “Angelo”, a bordo dell’altrettanto gigantesca e mostruosa Macchina Umanoide Multifunzionale Evangelion 01, che già che c’era è anche andata fuori controllo alla sua prima uscita.

Ora, si potrebbe dire che il ragazzo ha particolare sfiga e non sarebbe falso, ma mettiamola così: se ti capita di dover mollare ciò che stai facendo per correre a barricarti in un rifugio sotterraneo, se a volte la tua macchina finisce schiacciata, ribaltata e travolta da un fiume di sangue, se quando esci di casa al mattino non è detto che la ritroverai ancora in piedi la sera, niente paura: vuol dire solo che abiti a Neo Tokyo-3.

‘Hai davanti a te la città-fortezza costruita per combattere gli Angeli. Questa è Neo Tokyo-3, ed è anche la nostra città. Ma soprattutto, è la città che hai difeso.’ – Misato Katsuragi, episodio 2.

Neo Tokyo-3 è una città-fortezza. Non nasce sulle rovine della vecchia Tokyo, distrutta dallo sgancio di un ordigno nucleare una settimana dopo il Second Impact1, ma ad Hakone, nella prefettura di Kanagawa, sulle rive del lago Ashino.

Ospitando battaglie tra esseri alti dai 60m in su con la tendenza a esplodere, la topografia della città non è esattamente granitica. Nel corso della serie tre grandi crateri diventeranno i bacini di altrettanti nuovi laghi, che si uniranno in uno solo nell’episodio 23, a seguito dell’autodistruzione dell’Unità Eva 00 voluta dalla sua pilota, Rei Ayanami. La situazione è talmente snervante che il Vice Comandante Fuyutsuki, pur con tutti i problemi più gravi che ha, a un certo punto trova il tempo di sbottare: “Ora dovremo di nuovo disegnare la cartina!”.

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© Gainax/Project Eva.

La costruzione di Neo Tokyo-3 è cominciata nel 2005 a partire dal GeoFront, uno spazio costituente l’11% di una cavità sotterranea semisferica il cui diametro misurava in origine 13.7km. Il restante 89% si è naturalmente riempito, col tempo, di terra e detriti, anche se un condotto artificiale lungo svariati chilometri rende teoricamente possibile (se non ti ammazzano prima i servizi segreti) raggiungere il Terminal Dogma, luogo dov’è custodita Lilith, il gigante bianco crocefisso che – guarda un po’- attira gli attacchi degli Angeli. E a Milano ci lamentiamo perché il cemento attira il sole.

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“Quella è la struttura che consuma tutto ciò che il genere umano possiede” – Gendo Ikari, episodio 21.

Nel GeoFront sorge il Quartier Generale della Nerv, che è sobriamente a forma di piramide e racchiude il fulcro della vita militare. Siccome la maggior parte dei cittadini di Neo Tokyo-3 lavorano lì, il GeoFront è diventato il crocevia quotidiano di centinaia di militari e civili che svolgono le mansioni più disparate. Per questo motivo, il GeoFront è stato progettato in modo da non causare in chi deve viverci molte ore al giorno un eccessivo sbalzo dall’ecosistema esterno. Attorno al Nerv HQ si estendono colline, aree boschive, un lago e anche un orto di cocomeri che Ryoji Kaji ha coltivato apposta per usarlo come setting del discorso motivazionale dell’episodio 19. Worth it.

Infine, un “soffitto” di vetri rinforzati e specchi raccolgono e riflettono la luce naturale, che filtra da un’unica grande finestra.

Visto che comprenderlo in teoria potrebbe essere complesso, mi arrogo il diritto di rubare senza vergogna questo pratico schema dal sito Dummy System perché, be’, è mio.

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© Dummy System.

Sopra il GeoFront, che risulta quindi invisibile, sorge Neo Tokyo-3, o più precisamente la sua area urbana. È qui che la vita quotidiana dei cittadini si svolge in un clima pacifico, almeno finché non suonano le sirene. Quando ciò accade, i mezzi di trasporto nelle cinque aree in cui è divisa la città cambiano istantaneamente il loro percorso, per condurre i civili ai più vicini rifugi che si trovano negli Edifici Corazzati. Evacuate le strade, tali edifici rientrano nel sottosuolo grazie a un complesso sistema di motori idraulici, e se osservati dal GeoFront risultano “appesi” al soffitto. Rimangono in superficie gli altri edifici civili e gli Edifici Armati, costruiti a supporto degli Evangelion: rampe di lancio e rientro, scudi difensivi, depositi di armi e munizioni, punti di collegamento per gli Umbilical Cable2. La città svolge quindi un ruolo strategico fondamentale nella lotta contro gli Angeli, ed è per questo che anche Misato – che si perderebbe nella sua stessa automobile – deve conoscerne l’urbanistica a menadito. Un vero peccato che le continue esplosioni e catastrofi varie costringano a modificare di continuo la cartina.

 

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Se escludiamo il rischio di morire giovani, l’altro problema di Neo Tokyo-3 è il caldo. Come tutto il Giappone dopo il Second Impact, la città vive un’afosa eterna estate, e visto che se la vita ti dà i limoni tu devi fare una limonata, a Neo Tokyo-3 hanno installato parecchi pannelli solari, che ammortizzano il suo fabbisogno energetico colossale. In generale, la metropoli appare pulita e ordinata, ad eccezione delle aree dove i cantieri lavorano a pieno regime (come quella in cui abita Rei Ayanami), ma anche per questo risulta, sebbene vivace, fortemente impersonale. Una scelta, questa, coerente con lo spirito della serie: stiamo pur sempre parlando di un luogo in cui si muovono dei personaggi quietamente o clamorosamente disperati, alienati, che cercano di instaurare legami e finiscono invece per cozzare confusamente uno sull’altro, trovandosi sempre più soli di prima. Neo Tokyo-3 doveva sorreggere queste persone, avvolgerle con forza senza consolarle.

 

 

Un ultimo aspetto particolare di Neo Tokyo-3 è il suo sistema politico. Trattandosi di una città che deve – e non c’è appello – funzionare, era impensabile affidarne l’amministrazione alla politica tradizionale, che infatti è nota per prendere il volo (letteralmente) appena c’è un rischio. Quindi, benché i cinque settori eleggano ciascuno il proprio Consiglio, le decisioni importanti vengono prese dal S.C. MAGI System.

Quella del MAGI è una delle intuizioni più brillanti e significative di Evangelio. Ideato dalla scienziata del Gehirn (forma embrionale della Nerv) Naoko Akagi e successivamente migliorato dalla figlia Ritsuko, si tratta di un biocomputer di settima generazione nel quale sono stati isolati e trascritti i tre lati della personalità della sua creatrice.

‘Il Magio Caspar, il Magio Balthasar, il Magio Melchior. I Magi sono le tre me stessa. Me stessa quale scienziata, me stessa quale madre, me stessa quale donna. Una triade di entità in reciproco conflitto.’ – Naoko Akagi, episodio 21.

Quando si pone loro un problema, i MAGI ne analizzano i dati disponibili, giungono prima ad un responso singolo e poi ad uno collettivo definitivo che soddisfi il principio fondamentale: garantire col più ampio margine possibile la sopravvivenza della razza umana. Neo Tokyo-3 è quindi retta da un sistema che non nega il conflitto, ma lo sfrutta per raggiungerne la sintesi. Non a caso i MAGI sono il frutto del lavoro di due donne, che vivono – come un uomo non potrebbe mai fare – la necessità di mediare l’interazione di ruoli emotivi e sociali tra loro opposti.

In altre parole, Neo Tokyo-3 rimane in piedi grazie ad un’abilità squisitamente femminile: il multitasking.

 

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Una guida non considererebbe mai Neo Tokyo-3 una città turistica, eppure proprio per questo è probabilmente una delle più efficaci rappresentazioni mediatiche delle metropoli moderne. Un luogo spaventoso, ma anche rassicurante, dove ci si scopre soli in mezzo a centinaia di migliaia di persone. Un luogo di mostri e di acciaio, dove però ti sorprendono scenari di incredibile bellezza, come la luce calda del tramonto che si riflette sui palazzi quando riemergono dal GeoFront.

 

1 Un’esplosione di energia verificatasi nel continente antartico, risultante nello scioglimento dei ghiacci e nella scomparsa di qualunque forma di vita fino ai microrganismi in un raggio di migliaia di chilometri. Oltre a una serie di disastri geologici, il Second Impact sposta la Terra dal suo asse, causando un cambiamento nel ciclo delle stagioni.
2 Il cavo di alimentazione degli Evangelion.

 

Immagini per gentile concessione di Studio Gainax.