Per gentile concessione di Telltale.
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King’s Landing: un posto fantastico ma non ci vivrei

Alla scoperta della capitale del Trono di Spade.

 

Spoiler alert: Spoiler leggeri (niente di esplicito però…) dalle prime cinque stagioni (e libri) di Game of Thrones.

Fumo, sudore e merda. Questa è Approdo del Re. Se hai un buon naso, dovresti sentire anche l’odore del tradimento” (ASoS, Jaime VII, traduzione mia).

Le guglie di cristallo del Tempio di Baelor e il gigantesco barbacane della Fortezza Rossa, le ciotole di zuppa di fagioli del Fondo delle Pulci e la volta in frantumi della Fossa dei Draghi, ma sopratutto l’odore rivoltante che si sente mentre ci si avvicina alla città. Benvenuti a King’s Landing, un’altra città che (come Ankh-Morpork) è meglio perderla che trovarla, ma purtroppo è al centro del mondo e quindi la trovi sempre.

Leggendo o guardando A Game of Thrones/Game of Thrones, prima ancora di arrivare a King’s Landing ne sentiamo parlare quando Robert Baratheon invita Ned Stark a seguirlo al sud per diventare la sua Mano del Re. E Ned Stark proprio non ne vuole sapere di accettare il lavoro, perché sa che la capitale è un posto infame in cui un tipo a posto del nord come lui può trovare solo guai. E ha ragione.

 

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King’s Landing è la capitale di Westeros, il mondo fantasy creato da George R. R. Martin, ed è una città del sud dal clima mite e dai costumi molto rilassati. Come tutte le capitali fantasy che si rispettino è grande, affollata e puzzolente, è dotata di fortezza imponente, tempio luccicante, gilda degli alchimisti e bassifondi malfamati (in gran parte responsabili della puzza di cui sopra). Ha sette porte con dei nomi evocativi, una guardia cittadina composta per lo più da brutti ceffi (le Golden Cloacks/Cappe Dorate) e conta più di mezzo milione di abitanti (Martin ha dichiarato che King’s Landing è più grande della Parigi o della Londra medioevali, ma più piccola di Costantinopoli o di Roma dell’antichità). Tutti ci vanno per trovare potere o vendetta, più difficilmente per fare i turisti, e infatti non esiste una guida della città: provo a rimediare qui.

Quando cominciano le avventure di Jon, Daenerys e compagnia, la città esiste da circa trecento anni. È stata fondata da Aegon il Conquistatore, durante la sua campagna d’invasione di Westeros. Chi è Aegon il Conquistatore? Soltanto il più importante Re Targaryen (almeno fino a oggi).

Come tutte le capitali fantasy che si rispettino è grande, affollata e puzzolente, è dotata di fortezza imponente, tempio luccicante, gilda degli alchimisti e bassifondi malfamati.

I Targaryen naturalmente li conosciamo, sono la famiglia di Daenerys, quelli a cui Robert Baratheon ha soffiato il Trono di Spade. Unica casata valyriana sopravvissuta alla cataclismatica distruzione di Valyria e ultimi a saper cavalcare i draghi, per più di un secolo se la fanno a Dragonstone (la fortezza adornata di teste di drago in cui conosciamo Stannis e soci all’inizio della seconda stagione). Poi un bel giorno realizzano di essere gli unici al mondo con dei megadraghi spaccatutto e decidono di invadere Westeros. Sbarcano nella Blackwater Bay/Baia delle Acque Nere, dove Aegon fa erigere una prima rudimentale fortezza, l’Aegonfort, il nucleo intorno al quale sorgerà la futura capitale.

È l’anno 2 BC, ovvero Before the Conquest. Al tempo i Sette Regni sono ancora letteralmente sette regni con sette Re, ma Aegon e le sue sorelle li sottomettono uno dopo l’altro sganciando i draghi come bombe atomiche. Aegon fa il suo sfoggio di potenza contro Re Harren il Nero, che ha appena dichiarato che la sua nuova fortezza appena completata, Harrenhal, è inespugnabile. Quella stessa notte Aegon arriva sul dorso del gigantesco Balerion e risolve la cosa con quello che passa alla storia come il Rogo di Harrenhal (e la fortezza la ritroviamo nella serie come quel rudere mezzo fuso e mezzo bruciacchiato in cui Arya incontra Tywin e Jaqen H’ghar). Con le spade annerite dei nemici arsi vivi quella notte Aegon si costruisce il trono (quel trono).

Vista la facilità con cui la fortezza di Harrenhal è caduta, tutti gli altri re si fanno due conti: ed ecco che gli Stark smettono di essere i Kings in the North e diventano dei semplici Wardens of the North, i Lannister smettono di essere i Kings of the Rock e diventano Wardens of the West, e così via (okay, nerd, poi c’è la questione di Dorne ma qui non ci interessa). Aegon Targaryen diventa re di tutto Westeros e sceglie di costruire la sua capitale nel punto in cui è approdato, ci si mette di fantasia e la chiama Approdo del Re.

 

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King’s Landing sorge su tre colline, che prendono il nome da Aegon e dalle sue due sorelle-mogli Rhaenys e Visenya (non a caso il Drago ha tre teste). Sulla collina più vicina al mare, l’Alta Collina di Aegon (dove già sorgeva l’Aegonfort), Aegon ordina di costruire un vero e proprio castello, la Red Keep/Fortezza Rossa (in cui, nella serie, si ambientano la maggior parte delle scene di Approdo del Re). L’opera viene completata sotto il regno del terzo Re Targaryen, Maegor I detto il Crudele, che (tra le tante cose crudeli che fa) ordina di uccidere tutti coloro che avevano lavorato alla fortezza per preservarne i segreti (cioè i passaggi segreti utilizzati da Varys per la fuga di Tyrion e per altre cose). La Fortezza Rossa è costruita in pietra rosso chiaro, ha sette torri cilindriche sormontate da bastioni di ferro e domina la baia con la sua sagoma inconfondibile.

Sulla seconda collina, Rhaenys Hill, sorge invece il Dragon Pit/Fossa del Drago, una gigantesca gabbia/residenza per i draghi dei Targaryen. La fossa del drago viene fatta costruire per ordine del solito Maegor I (il Crudele). In quegli anni i rapporti tra Targaryen e clero si sono messi male e hanno portato alla rivolta dei Faith Militant, gli stessi invasatoni con le stelle marchiate sulla fronte che infestano la quinta stagione di GOT. Una volta sedata la rivolta (48 AC), Maegor pone il divieto ai religiosi di portare armi (divieto che viene revocato da Cersei con le conseguenze che conosciamo) e poi ordina che il Tempio del culto dei Sette venga distrutto con il fuoco del grande drago nero Balerion (lo stesso usato da Aegon per la Conquista). Al posto del tempio fa costruire una grande cupola-gabbia per draghi, come a dire: va bene i Sette Dei, però hic sunt dragones. La Fossa però non arriva intatta ai giorni della serie: viene distrutta nel 130 AC, durante la guerra dinastica conosciuta come Dance of the Dragons, al termine di un’altra insurrezione che insanguina King’s Landing (in questo caso non per questioni religiose ma solo perché il popolo era stufo di essere incenerito ad muzzum dal primo drago di passaggio).

 

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Sul lato occidentale dalla Collina di Rhaenys si estende Flea Bottom/il Fondo delle Pulci, il quartiere dei mitici bassifondi di King’s Landing dove Arya si nasconde dopo la cattura di Ned nella prima stagione, ma anche il luogo di nascita di Ser Davos Seaworth.

Sulla terza collina, Visenya’s Hill, sorge la Great Sept of Baleor/Grande Tempio di Baelor, la chiesona a sette lati in cui Cersei fa sposare i figli, veglia i morti e si fa imprigionare come la peggio babbiona. La Great Sept è un grande edificio di marmo con sette torri di cristallo, ciascuna dotata di campane (quelle che suonano per annunciare la morte di un certo Lannister mentre Tyrion fuggitivo si imbarca su una nave). È un’opera straordinaria, concepita da Baelor I, detto il Benedetto, nono re della dinastia Targaryen, ma completata dopo la sua morte. È infatti è di Baelor la grande statua eretta davanti ai gradini d’ingresso, cioè la statua su cui Arya si arrampica per assistere alla confessione pubblica di Ned. Ed è “Baelor” la parola che Ned sussurra a Yoren, il Guardiano della Notte, per segnalargli la presenza di Arya tra la folla.

 

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E d’altro canto Ned Stark manco ci voleva andare a King’s Landing, un posto fantastico ma non ci vivrei. Che poi lo stesso discorso si applica a tutto Westeros, come si può evincere dalla mappa qui sotto (che ci mostra la posizione di King’s Landing nel continente) oltre che da questo grande classico. Valar Morghulis e Daario Naharis a tutti!

 

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