Foto: Adriano Zanni.
Commenti

Forbidden (Promised) Land

Mine e pellegrini sulle rive (sacre) del Giordano.

 

Siamo al confine tra Giordania e Israele. La località si chiama Qasr al-Yahud e si estende intorno alla riva occidentale dei fiume Giordano, a pochi chilometri dalla città di Gerico nei Territori Palestinesi. L’area divenne territorio israeliano nel 1967, l’anno della Guerra dei sei giorni. Successivamente, l’esercito israeliano minò la zona, costruendo una barriera elettrica per impedire infiltrazioni dalla Giordania. Tuttora si calcola che in circa 130 acri siano disseminate più di 3000 mine anticarro/antiuomo, oltre a un numero imprecisato di altri ordigni esplosivi. Nel frattempo, ricordava recentemente il Wall Street Journal, circa 300.000 turisti visitano ogni anno il sito. E certo non perché a caccia di mine.

 

01-crop

 

02-crop

 

Un’antica tradizione vuole che proprio qui, in questo sito sulla sponda del Giordano il cui significato sarebbe “Il castello degli ebrei”, Gesù abbia ricevuto il battesimo. L’aneddoto ha evidentemente reso Qasr al-Yahud molto importante per i pellegrini di gran parte delle confessioni cristiane, in particolar modo orientali. Anche se, va detto, non tutti gli studiosi sono concordi sull’individuazione del luogo.

 

03-crop

 

04-crop

 

Alcuni infatti fanno riferimento a una località chiamata Yardenit (già ampiamente sfruttata turisticamente in tal senso), in cui i figli di Abramo avrebbero attraversato il Giordano per entrare nella terra di Canaan; altri teologi invece posizionano il luogo battesimale sull’altra sponda del fiume, e quindi in territorio giordano, in una località chiamata al-Maghtas (letteralmente “battesimo” o “immersione” in arabo), che ha tra l’altro avuto l’onore di essere visitata da ben due papi negli ultimi vent’anni (Giovanni Paolo II nel marzo del 2000 e Benedetto XVI nel maggio 2009).

 

06-crop

 

Ma torniamo a Qasr al-Yahud: già a partire dagli anni ’80, lo stato di Israele cominciò a permettere a piccoli gruppi di pellegrini (scortati dall’esercito) di raggiungere il luogo dell’ipotetico battesimo grazie all’apertura di un piccolo passaggio nel bel mezzo del campo minato; ma è solo dopo gli accordi di pace degli anni ’90 che Qasr al-Yahud cominciò a diventare una meta sempre più frequentata da turisti e viaggiatori religiosi.

 

07-crop

 

08-crop

 

Nel 2011, grazie allo sminamento di altre porzioni di terra e all’inizio di alcuni  restauri, il sito di  Qasr al-Yahud è stato infine aperto a tutti. Attualmente, l’area è gestita dal ministero israeliano per il Turismo.

 

09

 

10-crop

 

Ogni giorno giungono a Qasr al-Yahud decine di pullman da cui scendono centinaia di pellegrini che intendono immergersi nelle sacre acque del Giordano. Per accedere al sito sono costretti ad attraversare una specie di cittadella fantasma costituita da ruderi di chiese ed edifici sacri distrutti durante la guerra (e anch’essi successivamente minati), per poi seguire un percorso obbligato delimitato dal filo spinato, e disseminato ovunque da minacciosi cartelli che avvertono della possibile presenza di mine.

 

11-crop

 

12-crop

 

Recentemente, al fine di agevolare il flusso turistico e di incrementare la capacità delle strutture ricettive, le autorità israeliane e palestinesi hanno siglato un accordo con alcune società occidentali che prevede lo sminamento completo dell’intera zona entro due anni. Il progetto sarà realizzato sotto la supervisione del ministero israeliano per la Difesa, e si servirà della collaborazione della società britannica HALO Trust, specializzata nella rimozione di ordigni bellici inesplosi.

 

13-crop

 

14-crop

 

 

 

Le foto qui raccolte sono state scattate nel 2012.